Il gruppo di lavoro il Castagno da frutto è composto

Comunità montana Valtrompia (O. Stival) - capogruppo

Consorzio Castanicoltori Brinzio, Orino e Castello Cabiaglio (L. Colombo)

Consorzio Forestale Prata Camportaccio (L. Fornè)

Associazione Castanicoltori Svizzera italiana (P. Piattini)

Tra i suoi compiti specifici vi è la definizione di attività e argomenti previsti dai diversi partner, di cui si riportano in stralcio alcuni contenuti discussi nei tavoli di lavoro:

Censimento generale dei castagneti e delle selve fruttifere

L'identificazione dei castagneti in genere può avvenire sulla scorta dei criteri di redazione dei PIF, così da sfruttare, se ben fatti, i PIF esistenti e ottenere una restituzione univoca (peraltro alcuni PIF hanno già contemplato l'identificazione dei castagneti da frutto). Restano da definire le modalità di identificazione utilizzate in Svizzera. All'interno delle formazioni castanili va definita (aggiunta) la categoria dei castagneti da frutto, per la quale va trovata una definizione condivisa. Il primo riferimento è costituito dalla Dgr 2024/2006 che recita:

Castagneto da frutto: soprassuolo costituito totalmente o in prevalenza (almeno il 90% dei soggetti arborei adulti) da piante di castagno, perlopiù innestate, finalizzato alla produzione di frutto (castagne); i castagneti sono sempre considerati bosco, sia se in attualità di coltura che in caso opposto. Il ripristino della coltivazione di un castagneto non costituisce pertanto "trasformazione del bosco" ai sensi dell'art. 4 della L.R. 27/2004.

Vista la variabilità delle situazioni presenti in campo e la gradualità delle differenziazioni, in ordine al tipo di utilizzo si propongono tre categorie:

Castagneti da frutto in attualità di coltivazione: soprassuoli caratterizzati dall'esclusiva o quasi presenza di castagni innestati e allevati ad alto fusto, dalla bassa densità d'impianto e dalla presenza di cure colturali, pur se parziali e discontinue.

Castagneti da frutto abbandonati: soprassuoli da tempo privi di cure colturali caratterizzati dalla presenza, talvolta rada o residuale, di castagni innestati e allevati ad alto fusto, cui localmente si accompagnano polloni derivanti dalla ceduazione, anche remota, di soggetti fruttiferi. Presenza, anche cospicua, di altre specie arbustive e arboree che tendono a colonizzare gli spazi aperti.

Castagneti da legno: soprassuoli ove la destinazione prevalente o esclusiva, oltre che tradizionale o consolidata, è quella della legna da brucio, da paleria e da opera. Esclusiva presenza di forme di governo a ceduo (assenza di soggetti fruttiferi innestati e allevati ad alto fusto).

In questo modo si avrà un quadro della distribuzione dei castagneti e una discriminazione sulle forme di governo (frutto/legno).

Censimento di dettaglio all'interno delle selve fruttifere

Uno degli aspetti qualificanti del progetto potrebbe essere quello di identificare le varietà locali attraverso la raccolta e lo studio delle fonti scritte e orali. Il lavoro potrebbe/dovrebbe prevedere anche una localizzazione in situ dei singoli alberi, con l'ausilio di strumenti GPS.

Identificazione e descrizione delle varietà

Si dovrà definire il contenuto minimo della scheda varietale, al fine di potere presentare un lavoro di censimento omogeneo (oltre che delle modalità di censimento; n. campioni, elementi da prelevare e da indagare, ecc.). I materiali di partenza sono le schede prodotte dall'Ass. castanicoltori della Svizzera italiana e dal Consorzio castanicoltori di Brinzio.

Definizione delle Linee guida per l'effettuazione dei corsi di formazione.

Tutti i corsi dovranno essere propedeutici agli interventi straordinari di recupero delle selve previsti dai partner del progetto Interreg i quali, a seconda delle esigenze e degli obiettivi, completeranno il programma con la trattazione delle tematiche a loro più congegnali.

La complessità e la vastità delle tematiche castanili permetteranno ai partner di adattare il programma dei corsi alle specifiche esigenze, alle diverse disponibilità economiche nonché alla stagionalità, articolandoli per temi (es. recupero con ripulitura e potatura affiancate da dimostrazioni pratiche; recupero e diffusione varietà d'interesse mediante pratiche di innesto con dimostrazioni pratiche; valorizzazione delle risorse paesaggistiche, turistiche e didattiche con visite guidate; ecc.).

I corsi dovranno essere tenuti da esperti del settore che già hanno svolto attività formative nello specifico campo della castanicoltura (da documentare tramite curriculum) i quali forniranno anche le dispense da rilasciare ai corsisti e una sintesi delle attività svolte da pubblicare sul sito web.

I corsi avranno un contenuto differente ed un'articolazione in funzione dei seguenti target:

  • Corso di formazione per tecnici del settore pubblico e liberi professionisti
  • Corso di formazione per agricoltori e hobbisti
  • Corso di formazione per arboricoltori

Il referente del Gruppo di lavoro Castagno da frutto è Ocildo Stival della Comunità montana Valle Trompia.

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